Come il rosso per Tiziano, il blu per Kandinskij, o il giallo per Van Gogh, per Carlo Goldoni il rosa è una chiave poetica, la cifra di una ispirazione. Goldoni è forse il primo autore della storia della letteratura mondiale “alta” che si è avventurato nella leggerezza dell’essere, sulle orme delle donne della sua vita. Ritraendole con grande lealtà, anche dove pensava di denunciare qualche loro condotta discutibile, ha finito per edificare piccoli grandi
monumenti alla loro forza vitale e alla loro novità sociale.

con Lucia Zaghet, Giulia Colussi, Daria Sadovskaia
e con Alice Gaspardo, tastiere e trombone; Jacopo Pittino, batteria

drammaturgia e regia di Ferruccio Merisi

produzione Scuola Sperimentale dell’Attore / L’Arlecchino Errante

“…Che siamo la miglior cosa che abbia prodotto al mondo la bella madre natura”, dice Mirandolina al termine del suo sincero – e per gli uomini “pericoloso” – monologo.
Il polittico Rosa Goldoni è una collezione di ritratti, ma non è per nulla solo un’antologia o un varietà. Le varie vicende si rispecchiano, si dissociano, si intrecciano e creano una sempre più percepibile logica di rimandi e riferimenti. Sotto di essi prende forma una grande domanda, che è relativa alla convivenza tra donna e uomo nel nostro tempo…
L’attualizzazione del linguaggio goldoniano, e in primo luogo della sua Arte della Commedia, è il punto di forza dello spettacolo, portato in scena da un gruppo di sole attrici che, nel loro trasformismo, trattano con lo stesso sguardo disincantato tanto le maschere maschili quanto quelle femminili. Il risultato è un inno alle donne molto intrigante e molto poco retorico, che lascia un retrogusto sorridente e stimolante insieme, continuamente sottolineato dalle citazioni musicali cantate dalle attrici, pescate dal repertorio pop contemporaneo.
Lo spettacolo ha anche una componente ”eretica”. Invece che toglierle, a tutti, come voleva Goldoni, qui le maschere sono state messe a tutti, anche ai personaggi che in origine non le avevano.
Che dire… A volte il miglior omaggio ad un autore è il tradimento, purché ci siano ragione e passione…